Boschi spedita da Vespa per salvare Renzi: «Consip? Uno Show mediatico dei grillini»

La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio è tornata in Tv per la prima volta dopo la debacle sul referendum costituzionale. Ospite di Porta a Porta ha bacchettato i giornalisti per non aver dato ampio risalto alla notizia che suo padre non è più indagato nell'inchiesta Banca Etruria, ha difeso a spada tratta il ministro dello Sport, Luca Lotti

ROMA – Dopo tre mesi di assenza dal piccolo schermo, è tornata in Tv Maria Elena Boschi con la missione impossibile di far tornare a salire il gradimento per Matteo Renzi, candidato alla segreteria del Partito democratico. Ospite di Porta a Porta su Rai1 ha bacchettato i giornalisti per non aver dato ampio risalto alla notizia che suo padre non è più indagato nell'inchiesta Banca Etruria, ha difeso a spada tratta il ministro dello Sport, Luca Lotti, coinvolto nell'indagine Consip e ha ribadito il suo appoggio all'ex premier, in vista del congresso del Pd.

Il congresso del Pd
Bruno Vespa, dopo averle ha ricordato la bruciante sconfitta al referendum costituzionale, ha chiesto alla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio se avesse mai pensato a candidarsi lei a segretaria del Pd. Sfoggiati i consueti sorrisini Boschi con affettata modestia ha ricordato che ora il suo partito è impegnato nel percorso congressuale che porterà a scegliere il prossimo leader Dem fra i tre sfidanti: Renzi, Michele Emiliano e Andrea Orlando. Vespa ha poi domandato alla sua ospite se preferisca ambire alla poltrona di capo del Pd o a quella di candidata premier, e lei ha tagliato corto: «Per statuto le due cariche coincidono».

La sfiducia a Lotti
La discussione è passata all'attualità, con l'ex ministra delle Riforme che ha ribadito la sua posizione garantista sull'inchiesta Consip, dove sono indagati alcuni fedelissimi di Renzi, come il ministro dello Sport, Luca Lotti, e il padre dell'ex premier, Tiziano. L'esponente del Pd ha bollato come «partigiana» la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle contro il ministro e ha aggiunto: «Se votassero la sfiducia a Lotti mi sembrerebbe strano visto che noi abbiamo sostenuto Errani che venne non solo raggiunto da un avviso di garanzia, ma condannato».

L'attacco al Movimento 5 stelle
Quanto a Lotti, Boschi ha detto di conoscerlo e di aver «fiducia in lui», tornando subito ad attaccare i 5 stelle: «Credo si debba essere coerenti: non si può essere garantisti solo con i propri. Noi abbiamo sempre difeso Virginia Raggi, abbiamo sempre sostenuto che dovesse continuare il suo lavoro. Noi siamo garantisti sempre, loro a targhe alterne. Io credo che le indagini che riguardano il ministro non abbiano mai coinvolto il governo. Credo sia una scelta politica del M5s».

Il babbo di Boschi
Rimanendo in tema giustizia la sottosegretaria non ha perso occasione per minimizzare l'altro grande scandalo che ha lambito i Dem, l'inchiesta su Banca Etruria, dove ha sottolineato: «Mio padre è fuori da quella inchiesta ma i giornali non ne hanno parlato, è fuori da ogni inchiesta di carattere penale ecco perché servono pazienza e memoria. Attendiamo il lavoro della magistratura, per questo spero che la magistratura faccia presto».

«Renzi è di sinistra»
Infine Boschi ha rivendicato l'impronta di «sinistra» dei governi Renzi e Gentiloni: «Il governo Renzi e il Pd guidato da Renzi ha fatto scelte assolutamente di sinistra, dalla lotta al caporalato alle unioni civili non credo ci sia un problema a sinistra, siamo un partito riformista e il Pd guidato da Renzi è entrato nel Pse. Penso piuttosto che una parte del partito non abbia digerito il cambio al vertice».

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