LOTTA ALLA CRIMINALITÀ

Decreto sicurezza, arriva il primo sì: fragranza «in differita» ma salta il numero identificativo sulle divise

La Camera ha approvato con 230 sì e 50 no il testo che ora dovrà passare al vaglio del Senato. Unica forza politica ad astenersi il Movimento 5 stelle. Viene introdotto l'arresto postumo per i reati commessi durante manifestazioni pubbliche e immortalati da telecamere

La Camera ha approvato con 230 sì e 50 no il decreto legge sulla "sicurezza integrata" (© ANSA/GIUSEPPE GIGLIA)

La Camera ha approvato con 230 sì e 50 no il decreto legge sulla "sicurezza integrata" (© ANSA/GIUSEPPE GIGLIA)

ROMA – La Camera ha approvato con 230 sì e 50 no il decreto legge sulla «sicurezza integrata», che ora dovrà passare il vaglio del Senato. Unica forza politica ad astenersi il Movimento 5 stelle.

Ritirato emendamento per riconoscibilità agenti
Il provvedimento nella sua versione attuale introduce la flagranza in «differita» per i reati (solo quelli per cui è previsto obbligatoriamente il fermo) commessi durante manifestazioni pubbliche e immortalati da telecamere. E' stato ritirato dal governo, per «mere questioni tecniche» l'emendamento che prevede l'identificabilità degli agenti delle forze dell'ordine tramite un numero di riconoscimento sulle divise. Il viceministro Filippo Bubbico, dopo diverse sollecitazioni, ha spiegato in Aula che questo emendamento sarà reintrodotto a palazzo Madama.

Vedi anche "Arrivano i «Security days»: i 10 punti per la sicurezza secondo Forza Italia"

L'arresto in differita
L'emendamento sull'arresto in differita è stato presentato da Forza Italia e sostenuto dal relatore del decreto, ottenendo 286 voti a favore e 114 contrari. In sostanza prevede il fermo del responsabile di violenze a persone o cose durante o in occasione di manifestazioni pubbliche, se il colpevole è ripreso da telecamere o immortalato in fotografie e se la sua identificazione avviene non oltre il «tempo necessario» per arrivare alla identità del reo e comunque entro 48 ore dal fatto.

I fondi stanziati
Inoltre il decreto nella sua stesura attuale introduce una serie di novità. E' previsto lo stanziamento di ingenti somme per la riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie (infrastrutture, difesa suolo, ricerca e informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria, eliminazione delle barriere architettoniche). Si parte da 1,9 miliardi per il 2017, 3,150 per il 2018 e 3,500 per il 2019 e 3,000 per ciascuno degli anni che vanno dal 2020 al 2032.

Più poteri ai sindaci
Vengono poi ampliati i poteri dei sindaci, che possono adottare ordinanze in materia di sicurezza con particolare riferimento alla vendita degli alcolici, derogare dal patto di stabilità per l'installazione di impianti di videosorveglianza, ed emanare delle sorte di daspo in caso di violazione dei divieti di stazionamento occupazione o utilizzo di di infrastrutture di vario tipo. Ai questori invece viene dato il potere di disporre il divieto di accesso nei locali pubblici o nei pubblici esercizi in cui sono stati commessi gli illeciti a persone che sono state condannate in via definitiva o in appello per spaccio.