Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. (© Daniel Dal Zennaro | Ansa.it)

A RISCHIO COMMISSARIAMENTO

Milano è ancora senza bilancio e a pagare saranno i cittadini. Intanto Sala tace

Milano è a rischio commissariamento finché non verrà approvato il bilancio del Comune. Intanto la città è de facto bloccata dal regime di esercizio provvisorio. Ma il primo cittadino, Giuseppe Sala, e i media tacciono

MILANO – La città meneghina si trova da mesi in regime di esercizio provvisorio perché il suo bilancio di previsione non è ancora pervenuto. E questo "lassismo" costerà caro ai milanesi, perché un regime contabile provvisorio limita notevolmente i margini di manovra dell'amministrazione locale e le conseguenze saranno tanto numerose quanto nefaste per Milano. Ma nessuno (o quasi) ne parla.

Milano a rischio commissariamento
Milano è a rischio commissariamento. E i media tacciono. L'amministrazione meneghina avrebbe dovuto consegnare il bilancio di previsione entro il 15 novembre scorso, ma il documento non è mai pervenuto. Per questo, la capitale lombarda è sottoposta da mesi a un regime di esercizio provvisorio che durerà fino all'approvazione del bilancio. Un impasse che costerà caro ai cittadini milanesi perché durante l'esercizio provvisorio la normale attività dell'ente viene notevolmente ridotta. Il pratica, il Comune ha le mani legate e la sua gestione ottimale è compromessa.

Una città bloccata dal regime di esercizio provvisorio
L'ente può effettuare spese in misura non superiore ad 1/12 delle somme previste dall'ultimo bilancio approvato e può programmare esclusivamente lavori pubblici o interventi di somma urgenza. L'attività programmatoria dell'Ente è de facto bloccata. Senza contare il fatto che la città è a rischio commissariamento finché non sarà approvato il bilancio. Una situazione particolarmente degna di nota, eppure nessuno parla del rischio «default» e dei problemi della giunta Sala. Peraltro il comune di Milano dovrebbe avere tutta l'esperienza necessaria per «dare del tu» a conti e bilanci. Quella di Mister Expo, infatti, è nientepopodimenoché una giunta di banchieri.

Una giunta di banchieri in difficoltà con i conti
Come sottolineano i consiglieri di Milano del Movimento 5 stelle sul blog di Beppe Grillo, l'assessore al bilancio è Roberto Tasca, il co-fondatore con lo stesso Sala di Medhelan Management & Finance, ex vicepresidente di Webank e di Bpm e presidente dell'organismo di vigilanza del Fondo Strategico Italiano e della Simest (entrambi di Cassa Depositi e Prestiti). Direttore generale del Comune, invece, è Arabella Caporello, una vecchia conoscenza della Banca popolare di Milano. Cotanta esperienza in fatto di numeri non è bastata, evidentemente, per redigere un bilancio preventivo entro la data di consegna e probabilmente non sarà garanzia di una gestione realizzata nell'interesse dei cittadini, e non delle banche.

A che punto è l'indagine su Expo?
Giovedì 9 febbraio la Finanza è entrata al Comune di Milano per sequestrare tutta la documentazione sulle opere di Expo. Ma i giornali non hanno diffuso la notizia. E non si sa neppure come sia andata avanti la storia dell'avviso di garanzia indirizzato al sindaco di Milano in persona, finito giusto un paio di mesi fa nel registro degli indagati proprio per gli appalti di Expo. Sappiamo solamente che dopo le pesanti accuse di falso ideologico e materiale nella gestione dell'appalto della «piastra» dell'Esposizione Universale di Milano, Giuseppe Sala prima ha deciso di autosospendersi e poi di tornare sullo scranno in grande stile dopo la pubblicazione di una lettera rivolta ai suoi concittadini sul suo profilo Facebook. Insomma, ha fatto tutto da solo. E il seguito della vicenda, come il bilancio di previsione del comune di Milano, non è ancora pervenuto.

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