Il dopo referendum, cosa succede adesso

Renzi consegnerà le dimissioni al presidente della Repubblica Mattarella, he avrà il compito di capire se esiste un altro nome a cui la maggioranza del Parlamento è disposta a dare la fiducia per creare un nuovo governo

ROMA - Cosa succederà ora? Dopo la bocciatura netta della riforma costituzionale voluta dal governo e le dimissioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi, si apre un periodo di incertezza politica in cui però si possono individuare alcuni passaggi istituzionali certi.

Le dimissioni al presidente Mattarella
Renzi consegnerà le dimissioni al presidente della Repubblica Mattarella, che avrà il compito di capire se esiste un altro nome a cui la maggioranza del Parlamento è disposta a dare la fiducia per creare un nuovo governo. Potrebbe essere un nome più tecnico, come il ministro dell'Economia Padoan, o più politico, come il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Ma qui entriamo nel campo delle supposizioni. Di certo sarà un nome fra le fila del Pd che mantiene la maggioranza in Parlamento. Mattarella dunque, in nome della stabilità, darà il via alle consultazioni per sondare gli umori, al Quirinale sfileranno leader di partito e capi dei gruppi parlamentari.

No un Renzi bis, e quindi che succede?
Pare escluso un reincarico a Renzi che ha fatto capire chiaramente di non prendere in considerazione questa possibilità. Nel caso si trovasse un nome su cui far convergere i consensi, si darà il via ad un nuovo governo che anche in questo caso potrebbe essere di diversa natura: un esecutivo con pieni poteri che arrivi fino a fine legislatura, oppure che abbia il compito solo di approvare la Finanziaria e modificare la legge elettorale per andare ad elezioni anticipate.

Scioglimento delle Camere come extrema ratio
La legge elettorale è un altro grande nodo delle prossime settimane. Al momento per la Camera è in vigore l'Italicum, su cui però si attende un giudizio della corte Costituzionale, per il Senato il Porcellum con le modifiche imposte dall'Alta corte. Se una volta finite le consultazioni il presidente Mattarella non trovasse una maggioranza per formare un nuovo governo, l'unica alternativa costituzionale resterebbe lo scioglimento delle Camere con le elezioni anticipate.

Commenti