La protesta dei terremotati a Montecitorio. (© ANSA/Gabriele Santoro)

La «ri-scossa» dei terremotati blocca la Salaria e minaccia Gentiloni di fermare l'Italia

Le popolazioni colpite dal sisma che ha devastato il Centro Italia hanno manifestato a Montecitorio per protestare contro «l'incapacitą delle Istituzioni» di far fronte all'emergenza

ROMA – E' arrivata a Roma, in piazza Montecitorio, la «ri-scossa» dei terremotati. Le popolazioni colpite dal sisma che ha devastato il Centro Italia chiedono al governo Gentiloni di essere ascoltate altrimenti promettono altre manifestazioni di protesta. E nel frattempo hanno bloccato la via Salaria.

La «ri-scossa dei terremotati»
«La ri-scossa dei terremotati» campeggia sugli striscioni che i manifestanti hanno esposto davanti alla Camera, in concomitanza con il blocco della via Salaria organizzato nei pressi di Amatrice. Le popolazioni colpite dal terremoto oggi sono a Roma per chiedere più impegno al Governo per la ricostruzione e contemporaneamente hanno bloccato la Salaria con i trattori all'altezza di Arquata del Tronto, Norcia, Amatrice. Cortei e manifestazioni sono in corso anche in altri centri colpiti dal sisma. La rabbia è tanta e le popolazioni promettono altre manifestazioni se «entro una settimana» non otterranno risposte dalle Istituzioni.

Cosa chiedono le popolazioni colpite dal sisma
«Chiediamo una risposta immediata, fatti, finalmente, dopo 7 mesi di parole - ha detto, ai microfoni di Sky Tg24, l'animatrice di uno dei comitati, Francesca Mileto. E questo è «un ultimatum»: se le risposte non arriveranno «non ci sposteremo più dalla Salaria, bloccheremo l'Italia». I terremotati accusano la «manifesta incapacità sotto gli occhi di tutti» delle Istituzioni. «Ci sono 54mila tonnellate di macerie solo nel Lazio... Gentiloni ha detto che saranno aperti di più i cordoni della borsa, ma i soldi a disposizione sono insufficienti». C'è in gioco né più né meno che lo spopolamento del centro Italia.

C'è in gioco lo spopolamento del Centro Italia
«Vogliamo l'apertura di un tavolo tra le istituzioni per portare le nostre proposte», prosegue Francesca Mileto. Che il vero problema sia lo spopolamento in corso nelle zone colpite dal sisma sono in molti a pensarlo. «Le nostre terre sono abbandonate dal 24 agosto - ha denunciato anche una coltivatrice di Torrita di Amatrice alle telecamere di Rainews24 - Era importante far rimanere la nostra gente sul proprio territorio, perché sarebbe significato far ripartire la vita e l'economia». E in molti chiedono strutture; case sì, ma anche le strada. Perché al momento il pericolo è anche quello di rimanere sempre più isolati. La circolazione su via Salaria, dopo le proteste che hanno avuto luogo nel mattino, è ripresa regolarmente nel primo pomeriggio. Ma restano le incognite sul futuro di intere popolazioni duramente colpite e provate dal sisma.

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