IL RAPPORTO

Immigrazione, Consiglio d'Europa bacchetta l'Italia: «Più rimpatri ed espulsioni»

Un rapporto del Consiglio d'Europa bacchetta l'Italia sull'immigrazione, invitandola tra le altre cose a effettuare più rimpatri in modo più efficace

Sbarco sulle coste italiane. (© ANSA / MIKE PALAZZOTTO)

Sbarco sulle coste italiane. (© ANSA / MIKE PALAZZOTTO)

STRASBURGO - L'Italia sotto accusa da parte del Consiglio d'Europa sull'immigrazione. Un rapporto del Consiglio evidenzia infatti come il sistema italiano di custodia legale per i minori non accompagnati non funzioni, e come gli hotspot in cui sono obbligati a trascorrere lunghi periodi siano «luoghi inadatti a garantire le loro necessità».

Più efficacia nei rimpatri
Come riporta l'Ansa, secondo l'autore del rapporto, Tomas Bocek, la nuova legge italiana sulle misure di protezione, "è un passo avanti molto buono", ma resta da vedere come sarà applicata nella pratica. Ma il documento critica l'Italia anche su un altro punto, l'annosa questione dei rimpatri, individuando infatti «le debolezze del sistema italiano di rimpatri volontari e delle espulsioni forzate» che «rischia di incoraggiare l'afflusso di un sempre maggior numero di migranti economici irregolari».

Accelerare le procedure
Il rapporto individua insomma la necessità di introdurre standard aggiornati per tutti i centri d'accoglienza, standard che indichino «cosa deve essere garantito, come minimo, a chi vi soggiorna». Il documento riconosce come il «sistema Italia» sia sotto pressione a causa dell'alto numero di arrivi, e sottolinea la necessità di accorciare i tempi delle procedure d'asilo, introducendo peraltro «un monitoraggio appropriato e regolare di tutti i centri che sono gestiti da organizzazioni private per assicurare che i servizi siano assicurati come stabilito e ridurre al minimo i casi di possibile corruzione, e prevedere sanzioni per gli operatori dei centri che non rispettano i termini dei contratti».