POLITICHE EUROPEE

Theresa May attacca l'ossessione dell'indipendenza scozzese

La premier britannica Theresa May ha denunciato la ricerca «ossessiva» dell'indipendenza scozzese sottolinea che 3 anni fa volevano un risultato che li avrebbe fatti uscire dall'Unione europea.

ROMA - La premier britannica Theresa May ha denunciato la ricerca "ossessiva" dell'indipendenza da parte del governo scozzese guidato da Nicola Sturgeon. Un attacco che mira anche a compattare le truppe del partito conservatore, riunite in congresso a Cardiff, nel Galles, prima che Londra invochi l'articolo 50 del trattato Ue che aprirà la via alla Brexit. Per May sono i Tory l'unico partito in grado di rappresentare il paese e tutto il popolo britannico.

Il nuovo referendum scozzese all'orizzonte
«Oggi siamo il partito del nuovo centro della politica britannica, che rigetta gli estremismi della sinistra socialista del Labour, i diritti libertari dello Ukip, e l'ossessivo e divisivo nazionalismo del Partito del Galles (Plaid Cymru) e dello Scottish national party (Snp). Lo Scottish national party (Snp) dice che dovremmo spaccare il Regno Unito perché stiamo lasciando l'Unione europea. Ma tre anni fa hanno fatto campagna per un risultato che avrebbe tirato fuori la Scozia comunque dall'Unione europea. Sono contenti di vedere che il potere resta a Bruxelles. Ma se questi poteri tornano a Londra, vorrebbero averli a Edimburgo, così da poterli ridare a Bruxelles». Come già annunciato il giorno dopo la vittoria del «sì» alla Brexit, la First Minister scozzese, Nicola Sturgeon, chiederà la settimana prossima di indire un nuovo referendum sull'indipendenza, dopo quello perduto di stretta misura nel 2014. La tempistica prevista da Edimburgo è il 2018 o l'anno successivo, poco prima dunque o in prossimità dell'effettiva e definitiva uscita di Londra dall'Unione Europea.