Il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un. (© EPA / KCNA)

Corea del Nord, ora la Russia mobilita le truppe al confine

Dopo settimane di tensione e l'interminabile braccio di ferro tra Pyongyang e Washington, la Russia starebbe muovendo le sue truppe al confine con la Nordcorea. Una mossa non ufficializzata dal Cremlino.

PYONGYANG - Il braccio di ferro tra Stati Uniti e Corea del Nord ha subito nelle ultime ore una svolta, grazie all'intervento di Mosca, che ha spostato attrezzature militari pesanti verso il suo confine con la Corea del Nord. Una svolta preceduta dalla decisione del Consiglio di Sicurezza Onu di condannare fortemente l'ultimo test missilistico, minacciando Pyongyang di imporre nuove sanzioni per il suo «comportamento altamente destabilizzante».

La dichiarazione del Consiglio di Sicurezza
In una dichiarazione unanime, il Consiglio ha chiesto alla Corea del Nord  di"non condurre ulteriori test nucleari». Eppure, Pyongyang non sembra aver recepito il messaggio. Lo dimostra un editoriale, pubblicato giovedì, del giornale ufficiale del Partito dei Lavoratori, che governa il Paese.

Minacce
Il Rodong Sinmun, giornale ufficiale del Partito di Lavoro del Partito del Nord, ha dichiarato in un editoriale giovedì: «Nel caso in cui il nostro potentissimo attacco preventivo verrà lanciato, spazzerà via completamente e immediatamente cancellare non solo le forze d'invasione degli imperialisti statunitensi in Corea del Sud e nelle sue aree circostanti, ma anche la terraferma americana, e li ridurrà in cenere». Una vera e propria minaccia, che pare aver risposto ai recenti e numerosi moniti del segretario di Stato Usa Rex Tillerson.

Settimane di tensione
La tensione, in effetti, è alle stelle. La scorsa settimana Donald Trump ha evocato l'ipotesi di un'«armada» da schierarsi nel Pacifico nord-occidentale, al fine di dissuadere la Corea del Nord da ulteriori test missili e nucleari. Contemporaneamente, Trump ha invitato la Cina, l'unica alleata di Pyongyang, a frenare le folli ambizioni del leader coreano del nord Kim Jong-un, ma ha anche minacciato Pechino di agire da solo per «risolvere» il problema se necessario.

Mosca prepara le truppe
L'iniziativa russa, tesa alla dissuasione della Corea del Nord, si inserisce dunque in tale già complesso scenario. I residenti e i media locali dell'Estremo Oriente russo hanno riferito di convogli militari in viaggio verso la frontiera nordcoreana fin dal fine settimana. Non solo: secondo Vostok Media sarebbero state avvistate anche attrezzature pesanti, tra cui vettori corazzati e elicotteri, a sud sulla strada Khabarovsk-Vladivostok. Vladivostok, una città di 600.000 abitanti e la casa della flotta del Pacifico della Russia, è a soli 100 miglia dal confine nordcoreano. Come riporta il Telegraph, un portavoce militare russo ha dichiarato che la frenesia dell'attività militare fa parte di esercizi «di routine».

Contrasti Usa-Russia in sede Onu
I movimenti di cui si parla, però, non sono stati confermati ufficialmente dal Cremlino, ma seguono la decisione della Cina - descritta dai media sudcoreani - di spostare 150.000 truppe supplementari al proprio confine con la Corea del Nord. In sede Onu, Russia e Stati Uniti si sono scontrati sulla dichiarazione elaborata dagli Usa per condannare i test missilistici di Pyongyang. Mosca, infatti, è contraria all'imposizione di nuove sanzioni al Paese, opzione rispetto alla quale ritiene più efficace la via politico-diplomatica. Pare, invece, che la Cina fosse favorevole alla risoluzione.  Nonostante Mosca si sia detta contraria alle sanzioni, la mobilitazione delle sue truppe al confine (avvenuta peraltro parallelamente ad una simile iniziativa di Pechino, che ha preparato al decollo numerosi aerei) è degna di nota. E testimonia il grado di altissima tensione a cui si è giunti

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