Siria, Assange: «Ecco chi è stato il primo 'ribelle moderato' sostenuto dalla Cia»

Dopo il clamore che ha accompagnato il (presunto) attacco chimico attribuito ad Assad, la strage di profughi, tra cui tanti bambini, perpetrata dal fronte anti-regime è accolta da silenzio. E Julian Assange commenta così

DAMASCO - Mentre l'attenzione del mondo e della comunità internazionale è ancora concentrata sul presunto attacco chimico attribuito a Bashar al Assad, a seguito del quale Donald Trump ha sferrato 59 missili sul Paese devastato dalla guerra, le atrocità del conflitto siriano continuano. Questa volta è stata un'autobomba, esplosa sabato tra gli autobus che trasportavano i profughi di due cittadine in mano ai governativi, uccidendo 126 persone di cui 68 bambini.

La strage del fronte anti-Assad
L'autobomba ha colpito un convoglio di abitanti delle cittadine di Fuaa e Kafraya in attesa al punto di transito nella cittadina ribelle di Rashidin, a ovest di Aleppo. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani almeno 68 bambini erano tra i 126 morti: di questi almeno 109 erano profughi. Il resto erano lavoratori delle organizzazioni di soccorso o miliziani ribelli a guardia del convoglio, coinvolti nelle evacuazioni in corso in base all'accordo tra il regime di Damasco e i ribelli. Il piano prevede, tra le altre cose, l'uscita degli abitanti dalle cittadine ribelli di Madaya e Zabadani, nei pressi di Damasco, circondate dalla forze del governo.

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Ribelli e terroristi
Fino ad ora, nessuna rivendicazione è giunta in relazione all'attentato, e c'è anche chi si è prontamente dissociato, come il gruppo ribelle Ahrar al-Sham si è prontamente dissociato. Tuttavia, il Governo ha usato il termine generico di «terroristi» per attribuire il gesto. In questo caso, dunque, sotto accusa non è il regime di Assad, ma il fronte dei cosiddetti «ribelli», tanto complicato da distinguere dai jihadisti che, in teoria, l'Occidente dovrebbe combattere.

Dopo il clamore, il silenzio
Ed è proprio qui il «nodo» della questione. Stupisce, infatti, il contrasto tra l'indignazione mondiale di fronte ai (presunti) crimini di Assad e il silenzio che ha circondato questo barbaro eccidio, dove hanno perso la vita almeno 68 bambini, attribuibile al fronte anti-regime. Un icastico commento sulla vicenda è giunto da Julian Assange, il famoso fondatore di Wikileaks, su Twitter. Assange ha infatti riportato una pagina d'epoca dell'Independent, che riportava in bella vista la foto di Osama Bin Laden con il titolo: «Il guerriero anti-sovietico mette il suo esercito sulla strada della pace»

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Il tweet di Julian Assange, con la foto della pagina dell'Independent.

Il tweet di Julian Assange, con la foto della pagina dell'Independent. (© )

Osama Bin Laden, il primo ribelle moderato sostenuto dalla Cia
Assange acutamente ha quindi osservato come, ai tempi dell'occupazione sovietica in Afghanistan, i «ribelli moderati» che Washington sosteneva e armava erano quei mujahiddin che poi, dopo l'attacco alle Torri Gemelle, sono divenuti i suoi nemici giurati. In primis, lo stesso Bin Laden, che il fondatore di Wikileaks ha definito il primo «ribelle moderato» sostenuto dalla Cia della storia. E guardate, poi, com'è finita...

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