Mohamed Lahouaiej Bouhlel era depresso. Forse non collegato all'Isis

Il killer era un franco tunisino di 31 anni, nato a Sousse, Tunisia. Stava divorziando dalla moglie e per questo era stato condannato lo scorso marzo per un episodio di violenza coniugale e rissa.

NIZZA - Mohamed Lahouaiej Bouhlel. È questo il nome dell'attentatore della strage di Nizza, che ieri sera si è scagliato con il suo camion contro la folla sulla Promenade des Anglais accorsa per i tradizionali fuochi d'artificio del 14 luglio. Un franco tunisino di 31 anni, nato a Sousse, Tunisia, città balneare teatro di un drammatico attacco terroristico appena un anno fa e «non inserito in nessuna lista di ricercati per terrorismo» ha detto la polizia. L’uomo lavorava come autista di consegne ed era padre di tre figli: stava divorziando dalla moglie e per questo, riportano alcune fonti di stampa francesi, era stato condannato lo scorso marzo per un episodio di violenza coniugale e rissa (qui tutto quello che sappiamo finora sull'attentato).

Nessun collegamento con l'Isis
Nessun collegamento con l'Isis, per ora. L'identikit del conducente del camion killer sarebbe dunque quello di un piccolo delinquente, forse uno squilibrato. La carta d’identità ritrovata nel camion corrisponde al guidatore abbattuto dalla polizia. Nel veicolo sono stati trovati anche un telefono cellulare, un bancomat e una patente. Il veicolo, hanno confermato fonti di polizia, era stato noleggiato qualche giorno fa nella regione di Nizza.

La sua abitazione perquisita
La sua abitazione è stata perquisita stamattina: un piccolo appartamento in un quartiere popolare nella parte est della città. «Stiamo coordinando le verifiche con le autorità francesi e svolgiamo anche nostre indagini per appurare se l'autore dell'attacco a Nizza abbia legami con gruppi estremisti», ha detto la fonte dell'Interno tunisino, citata dalla tv satellitare al Manar. Ma «dalle prime verifiche risulta che questo individuo non è inserito in nessuna lista di persone classificate pericolose o terroriste».

Daesh sta comunque strumentalizzando l'attentato
Nessuna rivendicazione ufficiale da parte dei terroristi, ma poco importa, perché mediaticamente questa è una grande vittoria per Daesh: i profili Twitter dei sostenitori dello Stato islamico riportano frasi di giubilo e inviti a «tener spenta la Tour Eiffel fino a che la Francia non sia stata conquistata del tutto». A dirlo è Site, pagina online di monitoraggio dell’attività jhadista sul web. Immediatamente è arrivata la strumentalizzazione dell'uccisione di Omar Al Sishani: «E' stato vendicato!» è il messaggio che sta spopolando via Telegram tra account legati all'Isis.

La dinamica dell'incidente
Un attentato così in Europa non si era mai visto: 84 le vittime accertate sinora, tantissimi feriti, tra cui molti bambini. Tre italiani al momento risultano dispersi. Ma non è la prima volta che viene utilizzata questa dinamica: furgoni e camion che si scagliano contro gente inerme, per strada, falciando via vite in modo totalmente casuale. Una violenza inaudita, resa ancora più atroce dal fatto che il killer ha zigzagato per 2 km lungo la Promenade prima di fermarsi ed essere braccato dalla polizia.

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