Centro logistico di Amazon a Brandeburgo. (© ANSA EPA/BERND SETTNIK)

BOCCIATE DA OPEN CORPORATION

Uber, Amazon, Airbnb e le altre: chi sono le multinazionali peggiori

La classifica appena pubblicata da Open Corporation, progetto finanziato dall'Unione europea per promuovere la trasparenza e una condotta più virtuosa delle multinazionali, è impietosa

ROMA – Le più importanti multinazionali del mondo meritano una tirata di orecchi. La classifica di Open Corporation, progetto finanziato dall'Unione europea per promuovere tra l'altro la trasparenza e il rispetto dei diritti dei lavoratori, è impietosa. I dati sono stati appena pubblicati sulla piattaforma di Openpolis e sono subito diventati virali sui social evidenziando le criticità di alcuni colossi come Uber, Amazon e Airbnb.

Multinazionali sotto esame
Le multinazionali ora sono sotto esame. E alcune sono state de facto già bocciate. Open Corporation è un progetto finanziato dall'Unione europea e coordinato dalla Filcams Cgil che si propone di esaminare la condotta delle multinazionali per promuovere una più virtuosa competizione sul terreno della qualità: in termini di maggiore trasparenza, rispetto dei diritti dei lavoratori, tutela dell'ambiente e così via. Open Corporation ha appena compiuto un anno di attività e ha stilato la sua prima classifica. I dati sono stati presentati nei giorni scorsi a Budapest e ora sono consultabili sul sito del progetto.

Il progetto Open Corporation
Le multinazionali in questione sono state invitate a compilare alcuni questionari sulla loro attività (si tratta di griglie di valutazione con 126 domande per 611 informazioni utili), ma poche hanno aderito al progetto. Solo dieci su cento. E di queste dieci solo cinque hanno effettivamente riempito le griglie. In questa prima fase, tuttavia, in tutti gli altri 90 casi le risposte sono state comunque fornite dai sindacati dei lavoratori così da completare il quadro generale delle aziende coinvolte. E il risultato che è emerso dall'analisi non è stato molto positivo. Ogni anno la graduatoria verrà comunque aggiornata e integrata con le informazioni fornite sia dai sindacati che dalle multinazionali e per queste ultime sarà così possibile risalire la classifica.

Le cinque multinazionali «virtuose»
Le uniche cinque multinazionali che hanno compilato di loro spontanea volontà i questionari sono state Unicredit, Adecco, Salini Impregilo e Autogrill (la quinta sarebbe ENEL che aveva aderito, ma non ha ancora rispedito indietro le domande con le risposte). Per tutte le altre 95 multinazionali inserite nel progetto ci hanno pensato i sindacati a riempire le griglie. In fondo alla classifica, e quindi tra le meno virtuose, troviamo all'ultimo posto Alipay e in penultima posizione Amazon. Poco più su, a pari merito al settantasettesimo posto, Uber e Airbnb. Tra le prime dieci, invece, troviamo le quattro «virtuose» Unicredit, Adecco, Salini Impregilo e Autogrill, seguite poco dopo da Allianz e Panasonic. Tuttavia, Open Corporation è un work in progress che necessita di implementazioni e questa graduatoria è ovviamente suscettibile di modifiche.

Work in progress
Basti considerare che l'amministratore delegato di Salini Impregilo guadagna ben 523 volte lo stipendio di un operaio impiegato presso la stessa azienda. E che Unicredit, pur avendo risposto alla domanda sulle strategie di «ottimizzazione fiscale» poi è stata piuttosto evasiva al momento di specificare quali fossero. Non a caso, l'unica banca sistemica d'Italia è stata accusata recentemente da Oxfam d'aver strizzato l'occhio ai paradisi fiscali. In parole povere, Open Corporation è senz'altro un progetto positivo perché tra i suoi obiettivi c'è quello di rendere le multinazionali più trasparenti. Ma sarà necessario aumentare le domande per portare alla superficie condotte aziendali poco chiare e potenzialmente negative. Per indirizzare davvero la condotta delle multinazionali, incidendo sulla loro reputazione, a vantaggio di lavoratori, utenti/consumatori e ambiente la strada da percorrere poi è ancora (molto) lunga.

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