L'ex premier, Matteo Renzi. (© ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Quel fil rouge tra Veneto Banca, Banca Etruria, Boschi senior e Matteo Renzi

Proseguono le indagini sul crac di Veneto Banca e gli investigatori si sarebbero imbattuti in alcune telefonate tra l'ex direttore generale Vincenzo Consoli e «un uomo dal forte accento toscano» che avrebbero identificato come Boschi senior

VENEZIA – Un fil rouge tra Vincenzo Consoli, ex direttore generale di Veneto Banca, e Pier Luigi Boschi, papà della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi nonché ex vicepresidente di Banca Etruria. E sarebbe coinvolto anche l'ex premier Matteo Renzi.

Quel fil rouge tra Veneto Banca e Banca Etruria
Proseguono le indagini sul crac di Veneto Banca e gli investigatori si sarebbero imbattuti in alcune telefonate particolarmente interessanti tra l'ex direttore generale di Veneto Banca, Vincenzo Consoli (indagato e finito agli arresti domiciliari nell'agosto 2016 per il dissesto finanziario dell'istituto di credito) e «un uomo dal forte accento toscano» che avrebbero identificato come il vice presidente di Banca Etruria, Pier Luigi Boschi, nonché papà dell'ex ministro per le Riforme Maria Elena. Scopo delle conversazioni sarebbe stato quello di ottenere un incontro con il premier in persona, Matteo Renzi, sfruttando l'intercessione di papà Boschi presso la figlia, punta di diamante dell'allora «giglio magico» renziano.

In ballo c'era la riforma delle popolari
Tutto questo sarebbe accaduto mentre le due prestigiose banche, Veneto Banca e Banca Etruria, si avviavano a passo spedito verso il tracollo finanziario. L'istituto di credito toscano, infatti, verrà commissariato l'11 febbraio 2015 e il successivo bail in avrebbe di li a poco sublimato tutti i risparmi dei suoi azionisti e obbligazionisti, insieme a quelli di Banca Marche, Cariferrara e Carichieti. A Montebelluna, invece, i bilanci iniziano già a presentare il conto delle cosiddette «operazioni baciate» che hanno messo in ginocchio l'economia di un intero territorio e bruciato 5 miliardi di euro. In ballo, proprio in quel periodo, c'era la riforma renziana sulle banche popolari che presto sarebbero state costrette da un decreto governativo a trasformarsi in Spa.

La richiesta di un incontro con il «Presidente»
Secondo la ricostruzione delle conversazioni raccontata da Federico Nicoletti su Il Corriere Veneto e ripresa da Lodovica Bulian su Il Giornale, Consoli avrebbe cercato di ottenere un incontro personale con il premier per discutere proprio di alcuni aspetti della riforma. Ma non solo. La telefonata in questione avrebbe avuto luogo il 3 febbraio 2015 e papà Boschi, chiamando in causa la figlia, avrebbe fatto intendere «la possibilità di aprire una sorta di dialogo con il premier su taluni aspetti della riforma» delle popolari. In chiusura di telefonata Consoli lo avrebbe inoltre pregato di intercedere presso il «Presidente» (Renzi) per un incontro a stretto giro e Boschi senior lo avrebbe rassicurato sulla questione, assicurandogli una telefonata per l'indomani. Di li a poco, però, sarebbero esplosi i guai di Veneto Banca e Banca Etruria.

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