GIOVANI E DISOCCUPATI

Tasse, ecco l'asso nella manica di Matteo Renzi che strizza l'occhio ai giovani

L'aspirante premier Matteo Renzi avrebbe in serbo un asso nella manica per vincere la partita elettorale. Questa volta starebbe pensando a un modo per conquistare il voto dei giovani, ma l'operazione non sarebbe a costo zero

L'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. (© ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

L'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. (© ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

ROMA – Matteo Renzi avrebbe in serbo un asso nella manica e potrebbe giocarselo al momento giusto per (ri)conquistare Palazzo Chigi. L'ex premier, ora impegnato con le primarie del Pd, starebbe pensando a un nuovo spot elettorale che strizza l'occhio ai giovani, partorito con l'idea di realizzare la piccola rivoluzione tanto cara a Confindustria e al suo ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il fedelissimo Tommaso Nannicini. Ecco di che si tratta.

L'asso nella manica di Matteo Renzi
Matteo Renzi stavolta vuole strizzare l'occhio ai giovani. E avrebbe in mente una piccola grande rivoluzione per conquistare anche l'elettorato che gli è più ostile in vista della doppia corsa elettorale. Un vero e proprio asso nella manica sarebbe quello custodito gelosamente dall'ex premier, e potrebbe utilizzarlo sia per riconquistare il Nazzareno a maggio che Palazzo Chigi nel 2018. L'idea in questione piace molto sia al suo ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, sia alla devota Confindustria. Di che si tratta? La proposta sarebbe quella di rimodulare la pressione fiscale in base all'anzianità contributiva. In parole povere, significa che le tasse saranno dovute in base all'età. Così gli anziani dovranno pagare (molto) più dei giovani.

Tasse più alte per gli anziani, più basse per i giovani
Dopo il bonus degli 80 euro, sarebbe in arrivo un altro spot elettorale. Ma non sarà di facile realizzazione. Per alleggerire il carico fiscale dei giovani, il futuro Esecutivo potrebbe intraprendere solo due strade. Potrebbe decidere di alzare le tasse sui pensionati, oppure utilizzare risorse drenate altrove per compensare la riduzione della pressione fiscale sui contribuenti più giovani (ad esempio utilizzando quelle derivanti dalla lotta all'evasione o dai prelievi sulla cosiddetta economia digitale). In entrambi i casi, però, non sarebbe affatto un'operazione a costo zero. E c'è da supporre che l'aspirante premier cercherebbe a tutti i costi di evitare il rischio di inimicarsi un'altra importante categoria di potenziali elettori (quella dei pensionati) aumentando loro le tasse, perciò i tecnici di Palazzo Chigi saranno indotti a tentare un triplo carpiato per trovare la quadra con i conti pubblici. Ma con esiti incerti.

Un altro spot elettorale pagato con i soldi pubblici?
Vale comunque la pena sottolineare che la necessità di «un patto tra le generazioni» sarebbe non solo auspicabile, ma anche doveroso dal punto di vista etico, sociale ed economico. Soprattutto dopo gli ultimi dati che riguardano il raggiungimento dell'autosufficienza economica in Italia da parte dei più giovani. Secondo una ricerca condotta dalla Fondazione Bruno Visentini e presentata alla LUISS di Roma, è in corso una vera e propria «emergenza generazionale» perché nel 2020 i giovani non saranno autonomi prima di aver compiuto quarant'anni e nel 2030 non lo saranno prima dei cinquant'anni. Con conseguenze evidentemente drammatiche per tutto il sistema paese. La proposta che, come riporta Francesco De Dominicis su Libero Quotidiano, avrebbe incontrato il favore di Tommaso Nannicini e di Matteo Renzi in persona, è stata lanciata proprio dalla Fondazione Visentini all'Università di Confindustria e consiste in «una rimodulazione dell’imposizione fiscale che, con funzione redistributiva, tenga conto della maturità fiscale». Non ci sorprenderebbe se l'aspirante premier intendesse fare propria l'idea della Fondazione Visentini allo scopo di conquistare il voto dei più giovani. Ma c'è da sperare che i risultati non siano quelli degli arcinoti 80 euro.