Il premier Paolo Gentiloni. (© ANSA/GIUSEPPE LAMI)

DA EQUITALIA ALL'AGENZIA DI RISCOSSIONE

Così la «nuova-vecchia» Equitalia pignorerà i conti correnti senza autorizzazione

Dal 1° luglio 2017 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, quella che sostituirà la cara vecchia Equitalia, potrà pignorare direttamente i conti correnti dei contribuenti senza alcuna autorizzazione del giudice

ROMA – Dal 1° luglio 2017 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, quella che sostituirà la cara vecchia Equitalia, potrà pignorare direttamente i conti correnti dei contribuenti senza alcuna autorizzazione del giudice. Inoltre, l'articolo 3 del D.L. 193/2016 potenzierà i poteri del Fisco in materia di controllo delle disponibilità liquide dei contribuenti. Meno male che l'abolizione di Equitalia sponsorizzata dal governo Renzi doveva essere una buona notizia.

La novità dell'articolo 3 del D. L 193/2016
La nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà molti più poteri della «cara e vecchia» Equitalia. Questo ente potrà accedere a tutte le banche dati INPS per pignorare gli stipendi, i salari e le altre indennità dei contribuenti italiani e potrà pignorare anche i loro conti correnti in maniera diretta, senza l'autorizzazione del giudice. Dal 1° luglio l'Agenzia delle Entrate-Riscossione incorporerà Equitalia e scatterà il potenziamento dei suoi poteri, in base all'articolo 3 del D. L 193/2016 convertito nella Legge n. 225/2016.

Cosa succede se il creditore è un comune cittadino
Di norma, nella procedura ordinaria, quando il creditore è un comune cittadino deve essere autorizzato dal tribunale per procedere a un qualsivoglia pignoramento sul conto corrente di una banca. E si prevedono tempi abbastanza lunghi: come sottolinea Lino Ricchiuti su Popolo Partite Iva, il creditore prima deve notificare l’atto esecutivo, ad esempio la sentenza, poi deve notificare l’atto di precetto, mediante il quale intima il debitore ad assolvere al pagamento entro il termine di dieci giorni dalla notifica dell’atto.

Cosa succederà con la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione
E infine, solo dopo che siano trascorsi dieci giorni senza che il debitore abbia pagato, il creditore può notificare l’atto di pignoramento sia al debitore che alla banca. Ma tutto questo iter viene meno se è il Fisco a ricoprire il ruolo di creditore. In tal caso la procedura è molto, molto più veloce. Grazie all'articolo 3 del D. L 193/2016 convertito nella Legge n. 225/2016 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà pignorare i conti correnti dei contribuenti italiani in un batter d'occhio. Le basterà aspettare soltanto 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Meno male che l'abolizione di Equitalia era stata pubblicizzata dal governo Renzi come una vittoria per i cittadini italiani. Ma qui, evidentemente, i contribuenti hanno ben poco da festeggiare. E, come scriveva Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo, vale ancora una volta la regola «bisogna che tutto cambi, se vogliamo che tutto rimanga com'è».

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