PROFUMO ARRIVA A LEONARDO

Profumo nuovo ad di Leonardo, cosa c'è dietro la scelta del Tesoro

I mercati finanziari non hanno accolto con favore la nomina dell'ex presidente del Monte Paschi Siena, Alessandro Profumo, nel ruolo di amministratore delegato di Leonardo, ex Finmeccanica

Il nuovo ad di Leonardo, Alessandro Profumo. (© ANSA/MATTEO BAZZI)

Il nuovo ad di Leonardo, Alessandro Profumo. (© ANSA/MATTEO BAZZI)

ROMA – Il Tesoro ha designato l'ex banchiere Alessandro Profumo per ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Leonardo, al posto dell'ingegnere Mauro Moretti. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha motivato la scelta adducendola alla significativa esperienza internazionale dell'ex presidente del Monte Paschi Siena. Ma i mercati finanziari non hanno accolto con favore la nuova nomina, tanto che il titolo del gruppo della Difesa ha subito un crollo in Borsa del 6% in due giorni. E, forse, un motivo c'è.

La Borsa boccia la nomina di Profumo
I mercati finanziari hanno de facto bocciato la nomina di Alessandro Profumo come amministratore delegato di Leonardo. L'ex banchiere ha una considerevole esperienza internazionale, ma è lontano anni luce dall'industria aerospaziale. E per guidare un'azienda caratterizzata da un elevatissimo standard tecnico di produzione come la ex Finmeccanica sarebbero richieste ben altre competenze. Soprattutto quando in gioco c'è la strategia industriale di uno degli asset più importanti del nostro paese, che ogni anno realizza un fatturato da 12 miliardi di euro e assicura il lavoro a più di 40.000 dipendenti. La scelta del Tesoro, perciò, desta qualche perplessità. E lascia supporre che l'ex presidente del Monte Paschi Siena sia stato designato per altre finalità.

Leonardo a rischio «spacchettamento»
In particolare, come sottolinea Claudio Antonelli su La Verità, Profumo potrebbe esser stato chiamato a ricoprire il ruolo di Ad di Leonardo allo scopo di «spacchettare» il colosso di piazza Monte Grappa e cedere ai competitor alcune parti di esso. In questo caso l'esperienza internazionale dell'ex banchiere tornerebbe molto utile e potrebbe qualificarlo, stavolta sì, come l'uomo giusto al posto giusto. In pole position per eventuali acquisizioni ci sarebbero i francesi, con cui da anni sono state portate avanti sinergie molto strette soprattutto nel comparto dello spaziale. In particolare, ad Airbus farebbero gola diverse competenze made in Italy. Il timore, però, è che scelte industriali di vasta portata potrebbero essere determinate in funzione di logiche politiche e senza un'adeguata competenza in materia.

Il fil rouge che lega Profumo al Partito democratico
Fin qui, siamo nel campo del possibile. Ma quel che è certo, invece, è il legame di Alessandro Profumo con il Partito Democratico. L'ex banchiere, tesserato del Pd, ha votato alle primarie del centrosinistra e nel 2007 sua moglie, Sabina Ratti, si candidò con Rosy Bindi per entrare nell'assemblea nazionale del partito. Un anno prima Profumo aveva partecipato al Forum di Intalianieuropei insieme a Enrico Letta, che fu – come riporta Walter Galbiati su La Repubblica – una celebrazione su scala internazionale di Massimo D'Alema. Nel 2012 Profumo sbarca a Monte Paschi Siena allo scopo di salvare la banca più antica del mondo da una crisi irreversibile, ma non riesce nell'impresa. Nel periodo senese viene a contatto con il cerchio magico dell'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Di lì a poco l'ex sindaco di Firenze sarebbe arrivato a Palazzo Chigi. Oggi è il governo Genti(c)loni a metterlo alla guida di una delle aziende più importanti d'Italia. Che l'ex sindaco di Firenze stia lottizzando i centri di potere nazionali per preparare la sua remuntada?