Il premier greco, Alexis Tsipras. (© STEPHANIE LECOCQ | ANSA)

Crisi Grecia, i negoziati con Ue e Fmi sono (di nuovo) in alto mare

Niente progressi all'Eurogruppo, e sono improbabili miglioramenti a breve termine. Nessun accordo tra la Grecia e i creditori internazionali sembra a portata di mano

ATENE - Tutto risolto o quasi sulla Grecia. Anzi, no: si è di nuovo in alto mare. All'avvio dell'Eurogruppo i problemi dei mancati passi in avanti con Atene si sono riproposti all'attenzione, mettendo in cima all'agenda il nodo della revisione ancora da completare sui progressi, in termini di risanamento dei conti e riforme, prevista dal piano di aiuti.

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Accordo in alto mare
Solo poche settimane fa la situazione sembrava essersi finalmente incanalata verso una soluzione, con un generalizzato ottimismo sul fatto che Atene avrebbe compiuto progressi su quanto richiesto dai paesi europei creditori e dal Fondo monetario internazionale, forse perfino in tempo per le riunioni di oggi. Adesso invece, fonti anonime vicine alla questione citate da Bloomberg, avvertono che si ritiene poco probabile raggiungere questo traguardo anche ad aprile.

Le richieste dei paesi creditori
La richiesta più controversa dei creditori riguarda il mantenimento per 10 anni di un bilancio dello Stato con un avanzo primario del 3,5% del Pil, destinato a finanziare il pagamento degli interessi e il rimborso del debito estero. Si tratta di una condizione insostenibile per un paese che ancora fa i conti con la crisi economica e le sue conseguenze. I creditori chiedono inoltre una liberalizzazione dei licenziamenti collettivi, l’introduzione della ‘no tax area’ e ulteriori tagli al sistema pensionistico.

Nuove tranche di aiuti a rischio
Non aiuta poi la ricerca di una soluzione tra la Grecia e i paesi creditori anche il fatto che il presidente dell'Eurogruppo in carica, il socialdemocratico Jeroen Dijsselbloem, sia tra gli sconfitti delle recenti elezioni e che con ogni probabilità non proseguirà il suo incarico da ministro delle Finanze. Non è chiaro se manterrà quello di capo dell'Eurogruppo o meno. In questo quadro risulta difficile immaginare un facile esborso delle nuove tranche di aiuti di cui la Grecia ha bisogno.

Nessun alleggerimento del debito in vista
E tantomeno un accordo sull'alleggerimento del debito che Atene invoca come contropartita. In ogni caso già da tempo era chiaro a tutti che di interventi sul debito non si sarebbe fatto nulla prima delle elezioni generali in Germania, che si terranno a settembre. L'impasse torna a farsi sentire sul mercato obbligazionario greco. I redimenti sui titoli di Stato a 2 anni segnano un incremento di quasi 100 punti base, all'8,42 per cento, mentre sulla scadenza decennale i tassi - che su queste emissioni sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo - aumentano di 56 punti base al 7,44 per cento.

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