DIMISSIONI DI MASSA

Uber addio, dopo solo sei mesi lascia anche il top manager Jeff Jones

La conferma č arrivata da parte del Ceo Travis Kalanick. Il presidente di Uber Technologies ha rassegnato le sue dimissioni, ma non č l'unico manager di alto livello che ha preferito lasciare il gruppo

Uber addio, dopo solo sei mesi lascia anche il top manager Jeff Jones (© EPA/JAGADEESH NV)

Uber addio, dopo solo sei mesi lascia anche il top manager Jeff Jones (© EPA/JAGADEESH NV)

NEW YORK - Dopo solo sei mesi in carica, Jeff Jones, presidente di Uber Technologies, ha deciso di lasciare la società. Ma è solo l'ultimo di una serie di top manager che hanno preferito dire addio al gruppo sulla scia delle controversie che lo hanno travolto negli ultimi tempi.

Il presidente di Uber lascia la società
Addio Uber. Il presidente Jeff Jones si è fatto da parte. Le dimissioni di Jones, che era responsabile del marketing e del supporto ai clienti a livello globale, sono state confermate dall'amministratore delegato Travis Kalanick, che a inizio mese si era messo a caccia di un direttore operativo che lo aiutasse a risolvere i problemi legati alla cultura aziendale e alle pratiche corporate. Proprio questo, secondo la società, sarebbe stato il motivo alla base dell'addio di Jones. «Dopo che abbiamo annunciato l'intenzione di assumere un Coo, Jeff ha deciso che il suo futuro non era più con Uber», ha detto il Ceo.

Molti top manager se ne sono andati
«Ringraziamo Jeff per i suoi sei mesi con la società e gli auguriamo il meglio», è stato lo scarno commento di un portavoce del gruppo. Ma le dimissioni di Jones non sono le uniche: ha deciso di andarsene anche Brian McClendon, vicepresidente e uno degli ingegneri a capo del progetto di guida autonoma, arrivato alla società californiana da Google un paio di anni fa. E la lista è molto più lunga. Tra gli altri, troviamo anche Ed Baker, vice presidente responsabile di prodotto e crescita, e Charlie Miller, uno dei principali ricercatori nel settore della sicurezza. Evidentemente, il tentativo di sbiancare l'immagine di Uber, recentemente macchiata dalle numerose accuse che si sono levate contro il servizio di trasporto privato alternativo ai taxi non solo è fallito, ma ha peggiorato lo status quo.

Jones: Punti di vista incompatibili
Lo stesso ex presidente Jeff Jones ha spiegato in un intervento sul sito Recode le ragioni della sua decisione raccontando di aver accettato l'incarico in Uber «perché condividevo la sua missione, e la sfida di costruire capacità globali che avrebbero aiutato l'azienda a maturare e prosperare nel lungo termine». Ma gli sono bastati solo sei mesi per capire che «il mio punto di vista e l’approccio alla leadership che ha guidato la mia carriera non sono compatibili con ciò che ho visto e con la mia esperienza all’interno di Uber, e quindi non posso continuare a restare presidente della società». Una resa totale che probabilmente danneggerà ulteriormente l'immagine del gruppo.