Domani si svolge la prima udienza del processo tra Mediaset e Vivendi. (© ANSA)

Mediaset-Vivendi, domani la prima udienza

A Milano si svolgerà domani mattina la prima udienza della battaglia giudiziaria tra Mediaset-Finivest e Vivendi. Il casus belli è stato la mancata cessione di Mediaset Premium, ma è in corso anche un'inchiesta penale sulla scalata ostile dei francesi.

MILANO - La prima udienza si svolgerà domani mattina davanti al giudice civile di Milano, Vincenzo Perrozziello. Ma il duplice contenzioso civile tra Mediaset-Fininvest e Vivendi entrerà nel vivo soltanto tra qualche mese. A meno di eccezioni preliminari che potrebbero far slittare ulteriormente il procedimento, l'udienza di domani servirà soprattutto per permettere alle parti di ribadire le proprie richieste attraverso il deposito di memorie. Effettuato questo passaggio, i legali delle diverse parti in causa presenteranno al giudice richieste di termini a difesa, vale a dire quel periodo di tempo necessario per studiare le carte depositate dagli avversari, valutare eventuali contromosse e pianificare la strategia difensiva.

Il «casus belli» della mancata cessione
Domani non sono previsti colpi di scena: il procedimento verrà rinviato, con l'udienza successiva che - secondo quanto si è potuto apprendere in ambienti giudiziari milanesi - sarà fissata tra qualche mese, probabilmente anche dopo l'estate. Il "casus belli" è rappresentato dalla mancata cessione del 100% della pay tv Mediaset Premium al gruppo francese. L'accordo, sottoscritto l'8 aprile scorso, non sarebbe infatti stato rispettato da Vivendi che il 25 luglio successivo si era di fatto tirata indietro presentando una proposta alternativa non accolta dal Biscione.

La battaglia giudiziaria tra Mediaset e Vivendi
La battaglia giudiziaria tra Cologno Monzese e il gruppo francese che fa capo a Vicent Bollorè si combatterà in due diverse cause. La prima è quella intentata da Mediaset il 19 agosto scorso nella speranza di ottenere «l'effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l'8 aprile 2016». Il gruppo di Cologno Monzese pretende un risarcimento danni complessivo «non inferiore a un miliardo e mezzo di euro", calcolato sulla base di «un importo pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell'adempimento da parte di Vivendi a partire dal 25 luglio 2016».

L'inchiesta penale sulla scalata ostile
Il secondo contenzioso civile vede invece la capogruppo Fininvest chiedere a Vivendi «un risarcimento dei danni già subiti» pari «a una cifra non inferiore a 570 milioni di euro», correlati fra l'altro alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell'accaduto, al mancato apprezzamento delle stesse ove si fosse dato corso all'esecuzione del contratto, nonchè all'elevatissimo danno di immagine. Non è escluso che i due contenziosi possano essere riunificati in un unico troncone. Bisogna vedere se i legali lo chiederanno (l'istanza potrebbe essere presentata già nell'udienza di domani). Sempre a Milano è in corso un'inchiesta penale sul tentativo di scalata dei francesi a Mediaset.

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