CRISI DEL DEBITO E CRISI DEL LAVORO

Ue, l'alert di Visco: «Il lavoro mancherà anche nei prossimi anni»

Secondo il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, la soluzione ai problemi dell'Unione europea non è l'Italexit. Ma uno dei principali nodi da sciogliere è la mancanza di fiducia tra i paesi comunitari

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. (© ANSA)

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. (© ANSA)

MILANO – Il numero uno della Banca d'Italia, Ignazio Visco, è intervenuto a un dibattito organizzato dall'Ispi nella città meneghina ed ha affrontato alcuni dei nodi dell'Unione europea, non dimenticando di affrontare anche il tema del lavoro.

Visco: La soluzione non è l'Italexit
«La soluzione non è l'uscita ordinata dall'euro». Lo ha detto chiaramente il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, durante il suo intervento al dibattito dell'Ispi sul futuro dell'Unione europea. L'uscita sarebbe «traumatica, disastrosa» e questo disastro «sta a noi evitarlo». Ma spetta alla leadership politica «essere in grado di spiegare perché e come», ha proseguito il Visco. Secondo il banchiere centrale con l'unione politica e una difesa comune a livello europeo «avremmo probabilmente difeso meglio la moneta unica» perciò è necessario implementare alcuni processi fondamentali per la sopravvivenza dell'Ue.

La crisi finanziaria è stato un punto di svolta
Secondo Visco, «la crisi finanziaria è stata un punto di svolta»: da parte di molti che finanziavano dall'esterno l'area dell'euro è emerso il timore sulla capacità di crescita dell'Eurozona. E si è messa in dubbio la capacità di permanenza della costruzione monetaria. «Era evidente, quando l'unione monetaria era stata messa in atto, che questo processo avrebbe dovuto esser puntellato da elementi di unione politica, di unione di bilancio e di altre componenti come la difesa comune». Ma così non è stato e il tempio comunitario ha iniziato a mostrare tutte le sue crepe.

Il nodo della (s)fiducia all'interno dell'Eurozona
Secondo Visco uno dei principali nodi da sciogliere è la mancanza di fiducia tra i paesi europei. «Ci vuole una gestione di bilancio unica - ha detto il banchiere - ma per farlo ci vuole un debito comune", ha spiegato. Il problema fondamentale, però, è che la Germania il nostro debito non lo vuole. «Tra noi e i tedeschi non c'è fiducia, il nostro debito è al 130% e quello dei tedeschi al 70%, Ciampi aveva promesso che lo avremmo portato al 60%». Ma non abbiamo fatto quello che avevamo promesso ed è «l'incapacità di questo Paese di fare i compiti per crescere rapidamente e meglio» ad alimentare la sfiducia, ha spiegato Visco.

«Il lavoro mancherà nei prossimi anni»
Il governatore centrale ritiene anche che in Europa ci sia molta «difficoltà ad affrontare questioni cruciali come il lavoro, che mancherà nei prossimi anni», ha sottolineato senza mezzi termini Visco durante il dibattito sull'Europa a due velocità organizzato dall'Ispi a Milano. «Questo - ha aggiunto - perché siamo nel pieno di cambiamenti epocali dal punto di vista tecnologico. Ma di questo non ne parla nessuno a livello politico. Ne parla il Papa, che lo ha fatto ieri».Quello che è urgente capire e se «un'Europa diversa sia in grado di dare risposte a questi enormi problemi a venire, non solo da noi ma anche in Germania dove oggi c'è piena occupazione», ha concluso riferendosi oltre che all'occupazione ad altri temi, come immigrazione, frontiere e nazionalismi.