Janet Yellen. (© Tannen Maury | ANSA)

La Fed alla prova dei tassi: oggi i mercati attendono il rialzo

I mercati attendono di conoscere il verdetto della presidente Janet Yellen perché oggi la Fed è chiamata a decidere se aumentare o meno il costo del denaro. Le attese si concentrano anche sulle prossime mosse della banca centrale

NEW YORK - Tutti gli occhi dei mercati sono puntati sulla imminente riunione della Federal Reserve. Oggi l'istituto è chiamato a decidere se alzare o meno il costo del denaro per la prima volta quest'anno e, se i trader danno ormai quasi per scontato un giro di vite di un quarto di punto percentuale, è tutto da capire se la Fed segnalerà un'accelerata dei successivi incrementi.

Il rialzo dei tassi da parte della Fed è imminente
Per gli analisti, un aumento di un quarto di punto rispetto all'attuale range tra 0,50 e 0,75%, livello a cui era stato portato lo scorso dicembre, con l'unico rialzo del 2016 dopo quello storico del 2015, è appunto probabile, alla luce dei progressi dell'economia americana, che vede il mercato del lavoro avvicinarsi alla massima occupazione e l'inflazione riportarsi verso i target considerati ottimali, ovvero attorno al 2%. La presidente Janet Yellen, che parlerà al termine della riunione del Fomc, il comitato monetario della Fed, dovrà chiarire come l'istituto intenda procedere nel corso dell'anno.

Le accuse di The Donald a Yellen
Durante le ultime riunioni sono stati ipotizzati fino a tre giri di vite, ma potrebbero anche essere di più. L'aspettativa in questo senso, ovvero su un più rapido processo di normalizzazione del costo del denaro, si è fatta più pressante dopo il rapporto sull'occupazione di febbraio, pubblicato il 10 marzo e nettamente migliore delle previsioni. I trader, in precedenza scettici, ritengono che la Fed sarà in grado di alzare i tassi tre volte nel 2017, se non addirittura quattro. Alla luce di dati macroeconomici incoraggianti, resta da capire anche quanto incideranno sulle scelte della Fed le pressioni del presidente americano Donald Trump, che non ha risparmiato critiche a Yellen, accusandola di volere tenere i tassi bassi per dare lustro all'eredità di Barack Obama.

La Casa Bianca ammorbidisce i toni
Va detto che la Casa Bianca di recente ha ammorbidito i toni. Durante un'intervista, Gary Cohn, ex top manager di Goldman Sachs e ora consigliere economico di Trump come numero uno del National Economic Council, ha detto che «la Fed sta facendo un buon lavoro». Dal canto suo, l'istituto guidato da Janet Yellen non ha ancora incorporato nelle proprie stime le possibili ricadute della politica della nuova amministrazione, in particolare per quanto riguarda le questioni fiscali e il budget, dal momento che non esiste ancora un piano approvato e i contorni delle riforme promesse da Trump restano ancora nel vago. Considerazioni politiche a parte, gli analisti hanno preso nota degli ultimi dati macroeconomici e hanno aggiustato di conseguenza le proprie previsioni. Goldman Sachs, per esempio, ora attende un aumento dei tassi questa settimana, un altro a giugno e uno a settembre, mentre in precedenza aveva parlato di marzo, settembre e dicembre.

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