Voucher, referendum fissato per il 28 maggio: parte il conto alla rovescia per il governo Gentiloni

Domenica 28 maggio si svolgerà il referendum sull'abolizione dei buoni lavoro e la responsabilità solidale negli appalti. L'accordo raggiunto in Parlamento è infatti lontano dalle richieste dei sindacati

ROMA – L'election day si avvicina. Il Governo ha stabilito la data per le consultazioni referendarie in materia di lavoro: domenica 28 maggio si svolgeranno i referendum sull'abolizione dei voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti, promossi dalla Cgil e dichiarati ammissibili dalla Consulta. Sempre in quel periodo, tra il 15 aprile e il 15 giugno, si terranno le elezioni amministrative e saranno chiamati al voto i cittadini di più di mille Comuni italiani. Per questa ragione in molti, fra cui la stessa Susanna Camusso, hanno rinnovato la richiesta di indire un 'election day' per far coincidere i voti ed evitare lo spreco di risorse.

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Il referendum sui buoni lavoro
Il quesito più delicato è senza dubbio quello sui buoni lavoro da 10 euro che, secondo il sindacato, sono diventati la nuova frontiera del precariato. Un 'nodo' al quale sta lavorando l'esecutivo Gentiloni tentando di disinnescare la mina referendaria attraverso il testo base in discussione alla Camera. Già domani l'esame del testo dovrebbe entrare nel vivo in commissione Lavoro con la presentazione degli emendamenti e l'avvio delle votazioni e, secondo quanto riferito dalla relatrice Patrizia Maestri del Pd, già giovedì potrebbe essere licenziato per l'Aula.

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L'accordo raggiunto in Parlamento
L'accordo raggiunto finora in Parlamento limiterebbe l'uso dei voucher solo a famiglie, imprese senza dipendenti e studi professionali, con un tetto massimo annuale. In pratica, introdurrebbe il divieto all'uso dei buoni per le grandi aziende. Le imprese con zero dipendenti però pagheranno i voucher 15 euro invece che 10 e potranno utilizzarli solo per pagare studenti, pensionati, disabili e persone con disagio sociale, extracomunitari con permesso di soggiorno e disoccupati da oltre 6 mesi. Lo stesso varrà per chi ha uno studio professionale. Anche nel caso del lavoro agricolo stagionale i lavoratori potranno essere esclusivamente pensionati o studenti universitari con meno di 25 anni.

La proposta dei sindacati
Sul lavoro agricolo, però, la relatrice ha già annunciato modifiche in arrivo, e anche sul tema dei disabili. Il referendum propone, invece, di cancellare del tutto i buoni lavoro istituiti con la legge Biagi nel 2003. I voucher erano nati come modalità di retribuzione dei lavoretti occasionali (come le pulizie di casa, le ripetizioni scolastiche, e così via) svolti da casalinghe, studenti e pensionati fino a un massimo di 5mila euro l'anno, ma sono stati usati per pagare qualsiasi attività entro il limite di 7mila euro coinvolgendo sempre più lavoratori (da poche migliaia di persone nel 2006 si è passati a quasi 1,4 milioni di lavoratori coinvolti). Per evitare il referendum i buoni lavoro, secondo la Cgil, dovrebbero poter essere usati «solo dalle famiglie, acquistati all'Inps e non in tabaccheria, per retribuire, infine, la prestazione occasionale e accessoria di disoccupati di lunga durata, pensionati e studenti».


 

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