Banche ko, 1600 posti di lavoro persi in Veneto. E il peggio sta per arrivare

Secondo i dati diffusi dalla Fabi, il principale sindacato di categoria, in Veneto sono scomparsi circa 1600 posti di lavoro in ambito bancario. E ora all'orizzonte c'è anche la pericolosa fusione tra Popolare di Vicenza e Veneto Banca

PADOVA – Bagno di sangue in Veneto. In soli tre anni la Regione ha perso circa 1600 posti di lavoro nel settore bancario. Ma il peggio deve ancora arrivare, perché l'imminente fusione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sarà un'altra ecatombe che si abbatterà sul mercato del lavoro regionale.

Leggi anche: "Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca verso una fusione rischiosa (con l'aiutino di Stato)"

In Veneto persi 1600 posti di lavoro in banca in 3 anni
Negli ultimi tre anni il Veneto ha perso 1.568 posti di lavoro in ambito bancario. È la drammatica fotografia scattata dalla Fabi, il principale sindacato di categoria, che ha analizzato l'andamento tra il 2012 e il 2015 degli occupati in banca all'interno della regione. I posti di lavoro di sono ridotti di circa il 5% e sono stati tagliati 383 sportelli. Ma la cura dimagrante non è finita. Anzi, si potrebbe dire che è appena iniziata. I dati del sindacato, infatti, non tengono conto dell'anno appena trascorso. Né possono predire quello che accadrà nei prossimi mesi, in vista della difficile e rischiosa fusione tra le due arcinote banche venete, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Licenziamenti di massa e cure da cavallo
Se guardiamo al periodo considerato dallo studio della Fabi, un peso specifico considerevole può essere attribuito alle travagliate vicende di Unicredit e Monte Paschi Siena, che sono alle prese con piani di ristrutturazione e cure da cavallo a base di licenziamenti di massa. Ma il peggio si preannuncia con la suddetta fusione perché circa la metà dei 12mila dipendenti delle due banche venete potrebbe essere messa alla porta. Per questo la maxi operazione avrà importanti conseguenze (negative) su un territorio già funestato dalle precedenti ristrutturazioni bancarie del Nordest del paese. Ricordiamo che il matrimonio tra Popolare di Vicenza e Veneto Banca è peraltro ad alto rischio e al suo destino è legata a doppio filo tutta l'economia finanziaria e reale della regione.

Le conseguenze sul territorio della fusione di Bpvi e Veneto Banca
Infatti le due banche hanno un income ratio (il rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione) sopra il 90% (la media europea è intorno al 68%) e in parole povere significa che hanno costi di gestione molto alti e che spendono più di quello che guadagnano. In gergo vengono definite per questo «stargate»: pozzi senza fondo. Per rientrare delle perdite i due istituti di credito dovranno ricorrere a una drastica riduzione del personale. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, non molto tempo fa ha usato il termine «tragedia» in riferimento alla vicenda. E non a caso la Uilca è verosimilmente preoccupata per le conseguenze sulla forza lavoro delle due banche, perché queste insistono de facto sugli stessi territori e la loro fusione potrebbe dar luogo a una vera e propria ondata di disoccupazione nella regione.


 

Commenti