SCALATA MEDIASET

Mediaset, Bolloré e De Puyfontaine indagati per aggiotaggio

Il numero uno di Vivendi, Vincent Bolloré, e l'amministratore delegato, Arnaud De Puyfontaine, sono indagati dalla Procura di Milano. L'accusa è quella di aver cercato di manipolare il mercato per scalare Mediaset a pezzi di sconto

MILANO - Vincent Bollorè, numero uno della francese Vivendì, è indagato dalla Procura di Milano per l'ipotesi di reato di aggiotaggio nell'operazione con cui ha comprato le azioni Mediaset salendo quasi al 30% del suo capitale e realizzando così una «scalata ostile» contro l'azienda del patròn Berlusconi.

Bolloré e De Puyfontaine indagati
La notizia è stata diffusa da Il Corriere della Sera e Repubblica. Secondo quanto scrive il Corriere «l'indagine è partita dopo un esposto della Fininvest, cassaforte della famiglia Berlusconi, alla Consob, all'Agcom e alla Procura, dove si ipotizzava che il gruppo francese avesse 'creato le condizioni' per 'far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset' per poi scalare a prezzi di sconto». Insieme a Monsieur Bolleré è indagato a Milano anche l'amministratore delegato di Vivendi, Arnaud De Puyfontaine, per il tentativo di scalata a Mediaset da parte del gruppo francese. Il suo nome compare nel registro degli indagati aperto dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale accanto a quello del numero uno Vincent.

L'accusa è quella di aggiotaggio
L'accusa, per entrambi, è di aggiotaggio. Le due iscrizioni, riferiscono qualificate fonti giudiziarie, sono scattate circa un mese fa sulla base dell'esposto presentato da Fininvest alla Procura di Milano oltre che alla Consob e all'Agcom. Denuncia che, sempre da quanto si è potuto apprendere, conterebbe esplicite accuse nei confronti del socio di riferimento del gruppo Bollorè e del presidente del consiglio di amministratore nonché amministratore delegato de Puyfontaine. Secondo i legali del gruppo di Cologno Monzese, che lo hanno messo nero su bianco nel loro esposto, la «mossa» di Vivendi di retrocedere dall'accordo sull'acquisto del 100% della pay tv Premium sarebbe stata un'azione strumentale per «far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset» .

Scalata ostile con manipolazione del mercato
Un'azione di manipolazione del mercato - è l'accusa di Fininvest - messa in atto dai francesi per incrementare illegittimamente la propria partecipazione in Mediaset fino a quasi il 30% del capitale. Accanto all'esposto di Mediaset, sul tavolo del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale è arrivata anche una corposa memoria difensiva depositata dai legali di Vivendi. L'iscrizione di Bollorè e de Puyfontaine, sottolineano ancora in ambienti giudiziari milanesi, è un atto di garanzia che si è reso necessario per condurre attività investigativa nei loro confronti. Tuttavia né a Bollorè né a de Puyfontaine sono stati notificati avvisi di garanzia o inviti a comparire in Procura.

Il titolo di Vivendi precipita alla Borsa di Parigi
Nelle ultime settimane, alcune persone informate sui fatti sono stati sentite come testimoni, tra cui il produttore cinematografico franco tunisino Tarak Ben Ammar, che aveva svolto il ruolo di mediatore tra Berlusconi e Bollorè sull'operazione Premium. I prossimi sviluppi dell'inchiesta milanese sono anche legati alla documentazione che la Consob invierà nei prossimi giorni al pm De Pasquale. Nel frattempo, alla Borsa di Parigi, Vivendi precipita in un profondo rosso. Il titolo accusa un tonfo del 4% scivolando a 16 euro, sui livelli dell'estate del 2013 escludendo la breve parentesi del dopo Brexit. Ad alimentare le vendite sul gruppo transalpino, l'indagine su Vincent Bolloré e l'ad di Vivendi da parte della procura di Milano, ma anche la performance negativa dei conti del 2016.