ALL'ASSEMBLEA DELL'ANIA

Brexit, Padoan: «Gli inglesi decidano in fretta»

Secondo il ministro Pier Carlo Padoan, "la brexit ha aumentato la volatilità" e "gli inglesi devono decidere cosa fare perché questa fase di sospensione è sgradevole"

ROMA - Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto oggi all'assemblea annuale dell'Ania con il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda ed ha affrontato il nodo brexit.

Padoan: La brexit ha aumentato la volatilità
Secondo il ministro Padoan, «possiamo dire che banche e assicurazioni sono due pilastri del sistema, e siamo in una fase di volatilità, inutile negarlo». E la Brexit «l'ha aumentata in un mondo già incerto». Ma l'economista di Palazzo Chigi si dice «ottimista sui fondamentali dell'economia italiana», e sostiene che «bisogna sfruttarli». Padoan ha risposto così ad una domanda sull'ipotesi di ricapitalizzazione pubblica di alcune banche italiane, tra le quali compare innanzitutto Mps.

Gli inglesi devono decidere cosa fare
Poi il ministro ha affrontato più direttamente il nodo brexit e ha sottolineato che sono «gli inglesi a dover decidere cosa fare dopo il referendum», anche perchè questa «fase di sospensione» è poco gradevole per tutti gli europei. Il limbo di incertezza che sta accompagnando l'iter di uscita del Regno Unito dall'Ue non fa bene né all'economia reale né ai mercati finanziari.

Calenda: Lo stallo è più pericoloso della Brexit
«La Brexit è un problema degli inglesi, decidessero cosa vogliono fare», ha ribadito Padoan ed ha concluso: «E' un problema degli inglesi, non degli scozzesi, e sta a loro attivare il processo. Credo sia poco gradevole per tutti noi vivere in questa fase di sospensione». Alle parole del ministro dell'Economia hanno fatto eco anche quelle del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, secondo il quale per l'Europa uno stallo dopo il referendum in Gran Bretagna «è molto più pericoloso della Brexit».  Ma per Calenda «la 'palla' resta alla commissione, perchè senza l'Europa è una pluralità di voci che vanno solo in negativo».